La Voluntary Bis ha come elementi fondamentali la volontarietà della dichiarazione e sopratutto l’assenza dell’anonimato. Il dichiarante deve necessariamente indicare le sue generalità, e la domanda deve contenere l’indicazione e la puntuale documentazione di tutti gli investimenti e le attività finanziare costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona.

Il contribuente deve fornire tutte le informazioni per la ricostruzione dei redditi, come degli interessi, dividendi e plusvalenze relativamente a tutti i periodi per i quali non siano scaduti i termini per l’accertamento.

La legge sulla Voluntary Bis è molto chiara: il dichiarante deve indicare “tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, fornendo i relativi documenti e le informazioni”.

L’adesione alla procedura di voluntary disclosure deve essere spontanea e può instaurarsi a condizione che l’Amministrazione Finanziaria non abbia già avviato nei confronti del contribuente verifiche sulle attività detenute all’estero.

La Voluntary Bis è rivolta a persone fisiche, società semplici e equiparate ed enti non commerciali, società di capitali, che detengono all’estero investimenti ed attività finanziarie in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale. Di questi redditi detenuti all’estero il contribuente ha omesso o ha dichiarato in modo infedele la compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi. La voluntary disclosure comprende tutti gli investimenti ed attività finanziarie che avrebbero dovuto essere dichiarati nel quadro RW e quindi conti correnti, strumenti finanziari quali partecipazioni, obbligazioni, quote in fondi comuni di investimento e derivati, polizze assicurative, gioielli, immobili, opere d’arte, imbarcazioni ecc.

Per quanto riguarda i soggetti interessati la procedura coinvolge non solo il titolare giuridico dell’attività estera ma anche i cointestatari e coloro che hanno o hanno avuto la disponibilità effettiva delle somme e delle attività finanziarie estere.

L’Agenzia delle Entrate italiana deve essere dunque in grado di ricostruire il rapporto tributario e dunque necessita di tutti i documenti e informazioni sui capitali detenuti all’estero.

La dichiarazione deve fare riferimento agli asset detenuti all’estero nei 5 ovvero 10 anni precedenti a seconda del paese in cui le attività sono detenute e del tipo di violazione fiscale commessa.

La Voluntary Disclosure Bis comporta dei benefici rilevanti sia con riferimento alle riduzioni dei versamenti di imposte sia con riferimento alle sanzioni penali e amministrative.

Voluntary Bis: Sanzioni penali

La legge italiana prevede delle sanzioni penali per omessa o fraudolenta dichiarazione dei redditi.

Il nuovo art. 648-ter.1 c.p. distingue due ipotesi:

la prima, più grave, punisce con la reclusione da due a otto anni e con la multa da 5.000,00 a 25.000,00 EUR “…chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo punito con la reclusione pari o superiore nel massimo a cinque anni, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare “concretamente” l’identificazione della loro provenienza delittuosa”.

la seconda, attenuata, punisce con la “…reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 2.500,00 a 12.500,00 EUR, le medesime attività ove poste in essere in relazione ad utilità provenienti da delitti non colposi puniti con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni”.

Con il perfezionamento della procedura di Voluntary Bis viene esclusa la punibilità per i seguenti reati: omesso versamento di ritenute; omesso versamento di IVA; dichiarazione fraudolenta; dichiarazione infedele; omessa dichiarazione; riciclaggio/auto riciclaggio.

Voluntary Bis: Sanzioni amministrative

Le sanzioni amministrative applicate dipendono delle violazioni commesse.

  1. Per le violazioni sul quadro RW viene applicata una sanzione ridotta alla metà del minimo edittale. Inoltre gli importi delle sanzioni dipendono dal fatto che i capitali siano stati trasferiti in paesi “White List” o trasferiti in paesi “Black List”. I paesi facenti parte della White List si differenziano da quelli Black List per il fatto che gli stati pur avendo un regime fiscale privilegiato sono aperti allo scambio di informazioni con gli altri stati attraverso la stipula di apposite convenzioni. La White list comprende gli Stati e territori collaborativi.

Per i capitali trasferiti in paesi White List si applica il minimo edittale della sanzione che é pari al 3% per quelli in Black list la sanzione applicata é del 6% .

  1. Per le violazioni che riguardano i l caso di omessa o infedele dichiarazione dell’imposta sui redditi e relative addizionali, di imposte sostitutive, Irap e Iva, si applica una sanzione solo ridotta di 1/4 del minimo della misura prevista per legge.

“La regolarizzazione della propria posizione con la Voluntary Disclosure non obbliga il contribuente a rimpatriare il patrimonio detenuto all’estero.”

Una volta regolarizzata la posizione fiscale il contribuente può decidere se trasferire in Italia gli degli asset detenuti all’estero oppure scegliere di trasferire solo giuridicamente tali asset. Il trasferimento giuridico si attua attraverso la sottoscrizione di un mandato con una fiduciaria Italiana che ha solo il compito di amministrazione dell’asset.

Il contribuente che vuole mantenere i propri investimenti all’estero ha comunque l’obbligo dichiararli regolarmente ogni anno nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.

Fino al 31 luglio 2017 potranno essere inviate le domande per regolarizzare le violazioni commesse entro il 30 settembre 2016. Se il contribuente non definisce la procedura di collaborazione volontaria non potrà beneficiare della non punibilità penale dei reati delle riduzioni previste per le sanzioni amministrative.

Allo stesso tempo non potrà più riproporre la domanda di Voluntary Bis.

Inoltre, il contribuente deve provvedere entro il termine previsto al versamento delle somme dovute e sarà impossibile ripresentare l’istanza di collaborazione volontaria e l’Amministrazione finanziaria, emetterà un nuovo avviso di accertamento.

La normativa sulla Voluntary Bis non è un fenomeno prettamente italiano ma rappresenta un profondo rinnovamento internazionale sul tema della lotta all’evasione con lo scambio di informazioni tra amministrazioni finanziarie. La Voluntary Disclosure è stata pensata e posta in essere da molti altri paesi con lo scopo di raggiungere due obiettivi fondamentali. Il primo è quello ricavare un extra-gettito fiscale per fronteggiare le spese straordinarie dovute alla crisi finanziaria il secondo è la lotta alla al riciclaggio e ai fondi occulti. La misura delle sanzioni a cui va incontro il contribuente che decide di autodenunciarsi varia da Stato a Stato.

La Svizzera e i Paesi Bassi ad esempio, risultano essere fra i Paesi più convenienti cioè non applicano alcuna sanzione pecuniaria per i soggetti che si autodenunciano. La Voluntary Disclosure Svizzera è permanente, cioè non ha scadenza. I paesi Bassi prevedono però una scadenza all’autodenuncia con applicazione di sanzioni in caso di scadenza dei termini. Alla fine del 2013 si è aggiunto il Liechtenstein con un programma di tax amnesty per i fondi non dichiarati detenuti all’estero che prevede la non applicazione di sanzioni per chi si autodenuncia nel corso del 2014. Altri Stati, invece, hanno scelto la riduzione delle sanzioni senza esenzioni. Ad esempio, gli Stati Uniti d’America attualmente alla terza edizione della Voluntary Disclosure. In Germania, è possibile pagare una somma pari al 5% delle imposte non dichiarate per estinguere le sanzioni penali. Il Regno Unito invece fa una differenza di Voluntary Disclosure a seconda dei Paesi in cui sono detenuti gli investimenti. Per i contribuenti inglesi che hanno fondi non dichiarati in alcuni Paesi è aperta la possibilità di accedere in forma anonima al programma di Voluntary Disclosure.


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