Italia e Svizzera hanno concluso un nuovo accordo fiscale su richieste di gruppo e scambio di informazioni che, secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan farà aumentare le adesioni alla Voluntary Disclosure Bis.

Dal 2 marzo 2017, infatti, è stata stilata un’intesa fra il Dipartimento Finanze del Tesoro italiano e l’Amministrazione Federale delle Contribuzioni della Svizzera al fine di rendere operativo lo scambio di informazioni fiscali attraverso le famose richieste di gruppo. Lo scopo è anche quello di evitare le doppie imposizioni.

Le richieste di gruppo si possono riferire a circostanze e fatti a partire dalla firma del protocollo (febbraio 2015) e devono essere in linea con lo standard definito dall’OCSE.

L’Accordo riguarda i contribuenti italiani definiti recalcitranti cioè coloro ai quali sono state richieste già informazioni dalla propria banca circa la regolarità dei fondi da loro depositati richiesto, ma hanno rifiutato di fornire rassicurazioni.

Con la riapertura della voluntary disclosure (per questo definita bis) i contribuenti italiani possono ora regolarizzare la propria posizione fiscale con riguardo alle attività detenute all’estero in violazione delle norme fiscali, senza incorrere in pesanti sanzioni penali. Gli evasori potranno mettersi in regola pagando il dovuto, con sanzioni ridotte e senza conseguenze penali.

Con la prima voluntary disclosure il Tesoro ha raccolto più di 4 miliardi e ora, con la Voluntary Bis, entro la scadenza fissata per il 31 luglio 2017, si aspettano altri 1,6 miliardi di euro.

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